Formazione in Gestalt Counselling e Art Therapy
in Italia
La
Gestalt ha inizio negli anni '50 per opera del suo padre fondatore: Fritz Perls psichiatra psicoanalista berlinese,
noto per aver fondato nel 1935 (con l'aiuto di E. Jones), l'Istituto Sudafricano
di Psicoanalisi. Nel 1951 pubblica, insieme a R. Hefferline e P. Goodman,
Gestalt Therapy ("Terapia della Gestalt"), il testo fondamentale
della psicoterapia gestaltica. La terapia della Gestalt, sviluppatasi all'interno del movimento
della psicoterapia umanistica, e' una sintesi di molte
correnti di pensiero e si colloca all'incrocio fra varie altre teorie già
esistenti quali la psicoanalisi, le terapie psicocorporee di ispirazione
reichiane, lo psicodramma, i gruppi di incontro ad approccio fenomenologico-esistenziale,
fino ad arrivare alle filosofie orientali. Fritz
Perls ha dato così origine ad un orientamento di pensiero, oltre che ad una
pratica psicoterapeutica, assolutamente originale basata sull'attenzione
continuativa al presente in un contesto di relazione.
Realtà nel qui e ora, Consapevolezza,
Responsabilità dell'esserci nell'esperienza sono i
tre presupposti fondamentali del processo di crescita terapeutica gestaltica.
Contatto, Espressione, Creatività,
costituiscono il percorso da compiere per ritrovare la propria forma migliore e
la propria interezza di vita. Il Contatto
fisico e psichico scatena emozioni e produce energia; l'Espressione
dispiega realtà tangibili mettendo in connessione l'essere umano con il mondo
esterno. La Creatività prospetta nuove vie
per la soluzione dei conflitti, la rimozione dei blocchi, stimolando nuove
risorse. Questi concetti assunti per la Terapia della Gestalt sono gli stessi
concetti fondamentali per il
Counseling della Gestalt.
Il Counselling si rivolge a tutti coloro che, pur non
avendo gravi disagi mentali e non desiderando rivolgersi a strutture sanitarie,
sentono di aver bisogno di aiuto per affrontare un periodo difficile della vita; cercano quindi un professionista qualificato
nell’ascolto, nel supporto alla ricerca di una nuova comprensione, nuovi
significati, nuove risorse. In Europa è una professione
conosciuta da decenni e molto diffusa; il Counselling in Italia fa capolino solo negli
anni '90, forse a causa di una cultura patologizzante.
Il Counselling è relazione d'aiuto
rivolto alle persone che desiderano essere ascoltate, compiere scelte, fare
introspezione, comprendere meglio i propri problemi per riuscire cambiare
alcune situazioni problematiche della loro vita. Il concetto di relazione d’aiuto si può intendere in varie maniere, una è quali è “l’aiuto attraverso la relazione”, in cui la
relazione fra operatore e cliente è un modello la cui qualità funziona come
esempio per le altre relazioni. Aiutare ad aiutarsi attraverso la relazione è
il significato di Counseling come si intende nell’AICo, (Associazione Italiana
di Counselling).
Il Counselling ha un
campo d’azione ampio e variegato e come sua specificità ha un background di
tipo psico-educativo e non medico. Questa caratteristica è il suo limite e la
sua opportunità. Il
Counselling è ora riconosciuto in Italia come figura professionale, trasversale
a molte professioni che operano da sempre a stretto contatto con l’utenza,
laddove non era prevista alcuna formazione specialistica in quanto credenza
comune è che l’empatia sia essenzialmente un atteggiamento di disponibilità
facilmente assumibile da ogni essere umano.
La professione del
Counsellor fa
cadere innanzi tutto quell’illusione: l’empatia
è in primo luogo ascolto che per rivelarsi efficace richiede
impegno maturazione e addestramento. Un Counselor sostiene l’individuo a vivere
le proprie predisposizioni con creatività e responsabilità per poi instaurare
relazioni soddisfacenti: a tal fine i suoi strumenti sono l’ascolto empatico e
neutrale e la comprensione delle motivazioni interne dell’altro. Obiettivo di
ogni percorso di counseling è sostenere il cambiamento di una persona che prova
disagio nel vivere, passività e sofferenza in un soggetto attivo, reattivo,
protagonista della propria esistenza. La
più significativa capacità di aiutarsi dell’essere umano è considerata la
creatività: compito del Counsellor è attivare nel cliente le sue risorse
interne e essenzialmente la creatività, caratteristica naturale, potenzialmente
disponibile in tutti noi.
Il Counsellor è uno "specialista
dell'ascolto", un esperto di comunicazione che mira a creare uno spazio
protetto in cui il suo interlocutore si senta accolto, rispettato e
soprattutto, ascoltato. Il suo ruolo non consiste assolutamente nel dare consigli o
interpretazioni, ma nell'aiutare l'altro ad avere una visione più completa del
problema e a trovare in prima persona la soluzione. Spesso questo risultato si
raggiunge semplicemente offrendo al cliente la possibilità di parlare
liberamente; nel "tirare fuori" quello che ha al proprio interno,
emerge quindi una visione più obiettiva e globale della situazione e diventa
più facile veder chiaro ed elaborare le eventuali azioni e strategie
necessarie. A livello professionale essere Counsellor significa avere buona
conoscenza della personalità umana ma soprattutto conoscere se stessi e non è sufficiente una formazione teorica ma
occorre sperimentarsi in training teorico-esperienziali.
Gli standard di
formazione in Counselling sono ora equiparati a livello europeo.
Anche in Italia l'intervento del Counsellor è sempre più richiesto nelle più
svariate situazioni: ospedali, scuole, università, aziende, comunità, ed è
mirato da un lato a risolvere nel singolo individuo il disagio emotivo che
compromette l’espressione piena e creativa, dall'altro a facilitare il dialogo
tra la struttura e il dipendente.
NOTA
BENE- Noi abbiamo assunto per la maggior parte la
parola Counselling usata con la doppia L di origine statunitense, ma
non vi è assolutamente distinzione di merito dalla parola Counseling con una L
sola di derivazione britannica, usata da altri
colleghi, con lo stesso medesimo
significato.